Testimonianza di una visitatrice che ha esposto denuncia

Ho visitato nel mese di agosto 2003 il canile del sig. Leprai a Grosseto.
Rispetto all'anno passato il canile è molto degradato. Da 400 cani è passato ad ospitarne 600. Gli 8-10 lavoratori sono diventati 5-6, ognuno di loro lavora 4 ore al giorno.
I nuovi recinti, installati per far fronte all'aumento degli animali (tra cui anche i cani del'ex canile Enpa di Grosseto), hanno dimensioni ridottissime (paragonabili a gabbie) e sono interamente in metallo. Si può facilmente immaginare a quale grado arrivi la temperatura d'estate. In queste gabbie col tetto spiovente che poggia da un lato su una parete alta 140-150 cm., sono rinchiusi anche 3 cani in 4 mq. Il pavimento è in muratura e la cuccia altro non è che un riparo di muratura senza alcun rialzo da terra. Il cane dorme sul pavimento sopra il quale, d'inverno, viebne posata, per tutto conforto, un po' di paglia (non coperte, materassi o cuscini).
In questo reparto sono ospitati anche i cani dell'Enpa.
A tutti i cani, anche ai vecchi (con presumibili problemi di masticazione) vengono date esclusivamente crocchette. In molti recinti le crocchette sono per terra insieme alle feci e all'urina perhcè i cani rovesciano le piccole ciotole.
Il luogo è infestato dalle mosche dalle quali un vecchio cane accucciato non riusciva a difendersi.
La peggiore visione è stata però quella di incontrare tre cuccioli festosi chiusi in un recinto in mezzo agli altri cani, recinto più sporco di quelo degli altri cani, con il terreno cosparso di segatura nella quale erano sparpagliati crocchette ed escrementi, senza una cuccia o un ripiano pulito dove dormire, costretti a giocare e rotolarsi in una vera coltura di germi.
Mi è stato detto che i cuccioli che arrivano al canile, per un numero superiore al 90%, muoiono primna di essere sverminati e vaccinati ma, che prima di essere sverminati e vaccinati non è consentito darli in adozione anche se richiesti.
Così l'assurdo: si preferisce che i cuccioli muoiano per rispettare una regola (chi ha imposto questa regola?) anzichè rispettare il loro diritto alla vita.
In fondo al canile si trova un altro orrore: chiusa tra i vari corridoi di recinti, c'è una costruzione con alcune stanze, immersa nel buio (nonostante la mattina di sole accecante), tradusante umidità, simile a una caverna, con pavimenti bagnati dove, oltre ai cani adulti, due cuccioli di boxer avevano per diversivo correre al cancelletto (unica apertura, unico contatto con il mondo) le rare volte in cui il mondo si presentava loro con sembianze umane.
Per riepilogare: mancanza di cucce; cibo secco per tutti vecchi e giovani, forti e deboli; recinti minuscoli e affollati; gabbie di metallo arroventato; cuccioli immersi nell'umidità, nel buoio, nei germi; prigionia totale per tutti in quanto 4 ore per 100 cani a testa, utilizzate per pulire, alimentare e curare (????), non consentono che i cani vengano portati a sgambare (considerato inoltre che non esiste un campo per la sgambatura ma solo stretti corridoio tra una fila di recinti e l'altra dove i cani più fortunati possono essere liberati per l'esiguo tempo occorrente alla pulizia del loro recinto).
Il canile non è aperto ai volontari, anzi i volontari si ostacolano perchè non sono desiderati; non è aperto alle persone che potrebbero cercare un cane da adottare; è vietato alle associazioni che potrebbero fare pubblicictà negativa.
In conclusione ai cani di questo canile si nega il rispetto delle loro esigenze fisiologiche ed etologiche; si nega la tutela che le leggi nazionali e regionali accordano loro.

M.C.
15 novembre 2003