LETTERA AL CORRIERE DELLA SERA di Davide e Federica

IN RIFERIMENTO ALL'ARTICOLO DI SCIENZE "Cellule umane in
cervello di topo
" di Iacopo Gori, pubblicato su Corriere on Line

Siamo sconvolti per l'immensa superficialità con cui viene
trattato un tema tanto complesso.
Si ha l'impressione che non venga minimamente messa in dubbio
la necessità dell'UTILIZZO di creature viventi per scopi
scientifici, cosa che, a dire il vero, sconfina nel
fantascientifico.
Si parla di etica solo per il fatto che sono coinvolte
cellule umane mentre si ignora completamente il fatto che
migliaia di innocenti vengano torturati e sottoposti alle
pratiche più barbare...
Se si utilizzassero cellule bovine da innestare nel topo la
questione "etica" svanirebbe completamente, sarebbe normale
routine di un qualunque stabulario di una qualunque
università...
Inoltre non viene neppure vagamente accennato quanto possa
essere lungo e dispendioso (in termini economici e in termini
di potenziale umano) il percorso per arrivare a curare certe
malattie partendo da un organismo che, è ribadito più volte,
essere molto diverso dall'organismo umano. Purtroppo la
maggiorparte della comunità scientifica considera gli animali
come strumenti di ricerca, e questo tipo di percorso oltre a
non essere condiviso da chi ha un certo tipo di valori, è
stato spesso fuorviante per gli scienziati stessi ( rif.
biblio. Pietro Croce, Stefano Cagno, Bruno Fedi ecc...).
Leggere come un giornalista definisce "provette da test con i
peli" quelle che sono creature capaci di provare paura e
dolore è un'offesa per noi, ma anche per tutti coloro che non
hanno le nozioni per giudicare la liceità dell'operato dei
vivisettori, e fanno affidamento su quello che apprendono dai
mass media.
Il dovere di un buon giornalista sarebbe quello di dare gli
strumenti giusti ai lettori per crearsi delle idee obbiettive
dei diversi argomenti.
Ciò che invece si evince da questo articoletto è che
per trovare la cura alle malattie neurodegenerative occorre
un nuovo strumento, e che
per avere questo strumento occorre mettere cellule umane nel
cervello di topo.
Tranquilli però, se il risultato che si ottiene è troppo
"umano" lo uccidiamo.
Inoltre troviamo fuori luogo pubblicare la frase di Weissman:
"...La questione vera è: preferisci cercare di curare queste
malattie o è meglio vedere qualcuno morire di disturbi
neurodegenerativi?"... che idiozia!!! E' chiaro che tutti
vorremmo che sparissero questi mali, ma non è minimamente
contemplata l'ipotesi che si possa procedere in altro modo?!
Coloro che sono "ignoranti" in materia finiscono col credere
che questa gente compia una grande opera per l'umanità,
illudendo i più che sia la strada più giusta e creando
sicuramente tante sofferenze.
Ci dispiace per quello che abbiamo letto, ma soprattutto ci
dispiace se qualcuno può aver preso una posizione favorevole
in merito, solo perchè l'argomento è stato trattato in
maniera univoca e poco competente.
E' altresi' estremamente fuorviante riportare solo un lato
della medaglia, proponendo
la vivisezione applicata come metodo di "salvezza per
l'uomo".
E' provato che i risultati ottenuti in passato non sono mai
stati in rapporto
cosi' soddisfacenti tali da sacrificare esseri senzienti, e
che suddetto businesss
non e' altro che lo specchio per le allodole di decine di
multinazionali alimentari, chimiche e farmaceutiche impegnate
nel massacro degli animali tutti i giorni.....purtroppo
avallati dalle leggi in materia
che, per becera speculazione e profitto, non vengono
modificate da chi di dovere..

nella speranza di una “sana” risposta
cordialmente

Davide e Federica