Quando si perde una battaglia, come quella che lanimalismo internazionale ha perso a San Polo dEnza, si rimane pervasi da quella tristezza che porta alla rassegnazione.
E il gioco dei vivisettori, quello della gente comune culturalmente cresciuta a varietà televisivi, telequiz e che oggi si identifica nei reality show.
E il gioco a cui non deve sottostare il movimento animalista, ma neppure pensare che non sia successo nulla, quello sarebbe un errore ancora più grande.
La storia del movimento animalista, non solo quello italiano, è lastricata di sconfitte, di sacrifici inutili, di campagne solitarie: le poche vittorie vengono ricordate a lungo perché rappresentano leredità storica di un movimento che avanza anche quando sa di non poter vincere.
Queste motivazioni così forti dovrebbero essere una spinta inarginabile, eppure sembrano i singhiozzi, i sussulti di un motore che pur non partendo mai veramente, avanza inesorabile.
La crescita del movimento animalista è solo ed esclusivamente una crescita culturale, un percorso interiore che compie un individuo quando raggiunge una completa maturazione tale da modificare una visione antropocentrica in una visione zoocentrica.
Non è possibile sensibilizzare in modo permanente un individuo senza creare dentro di lui una crescita culturale spontanea.
La spontaneità, quella libertà che lindividuo si assume nel percorrere una nuova strada, nellaccollarsi delle vittorie personali, è fondamentale.
Se forziamo lanimalismo non faremo altro che accrescerne il sentimento di avversione.
La spontaneità certo deve essere costruita, ma cosa importa, limportante è che dal singolo venga recepita come una sua scelta, una sua evoluzione ad una vita migliore.
La critica che mi rivolgerete a questo punto è che molti individui non sono recuperabili, non ambiranno mai ad una crescita che possa essere spirituale o culturale. Purtroppo la nostra specie, si seleziona naturalmente non sulle capacità di vivere in simbiosi con il pianeta ma, più sulla sopportazione del livello dinquinamento raggiunto e sulle capacità di portare a casa la pelle pur trascorrendo ore ed ore in automobile.
Così continueremo a confrontarci anche con un numero considerevole di idioti, e pur sapendolo continueremo a combattere per gli animali.
Ritornando allultima battaglia persa non dobbiamo dimenticare come era iniziata la campagna emiliana, e soprattutto il favore di pubblico che aveva fatto da corollario allazione che portò alla fantomatica liberazione di molti beagle.
A questa spinta ricca di ottimismo si contrappose una sorta di silenzio, come se i nostri nemici ben consapevoli del colpo subito, fossero subito passati alla prima fase del contrattacco: silenzio, facciamo calmare le acque, lasciamo che la gente comune se ne dimentichi.
La seconda fase è stata più subdola e architettata da chi ben conosce il movimento animalista con tutte le sue fratture e le sue distinzioni.
Io la definirei: lasciamoli fare che tanto si impiccano da soli!
Che vi piaccia o no le sconfitte hanno sempre un perché e se non siete gente da reality, dovreste già averci pensato.
Prendiamo per esempio le classiche manifestazioni politiche che portano nelle piazze migliaia di cittadini, se ben organizzate dispongono di un servizio dordine che sovrintende alla manifestazione con lo scopo di sedare gli animi più irruenti, evitare strumentalizzazioni e soprattutto evitare di trasformare unattività di sensibilizzazione, in una sorta di battaglia metropolitana, proprio perché la forza della solidarietà è spesso una spinta molto più forte di quanto non si pensi.
Ben inteso nel movimento animalista gli animi irruenti servono e che siano i benvenuti, ma che siano anche giustamente canalizzati al raggiungimento di azioni volte al miglioramento della causa animalista.
Non dobbiamo pensare che ci siano solamente delle risposte di azione o delle risposte di sensibilizzazione, ma è fondamentale per il raggiungimento della causa, che le due azioni non coincidano mai.
Come mai questa strategia di lotta nel movimento animalista non è stata ancora compresa? A chi fa comodo essere usato e strumentalizzato come una marionetta?
A questo punto non vi illudete che stia cercando di scusare una reazione esagerata, ben orchestrata e per nulla documentata dalla TV, come quella che è avvenuta in Emilia.
Non sto scusando nessuno e non mi illudo di vivere in uno stato di diritto.
Pasolini si chiedeva perché i figli degli operai delle fabbriche dovessero fronteggiare altri figli di operai che avevano trovato un salario nelle fabbriche dello stato e indossavano la divisa grigio-verde.
Quei tempi sono finiti, quelli che ci troviamo di fronte sono e saranno sempre i nostri nemici fino a che la rivoluzione culturale della società nei confronti dellanimalismo non sarà completa.
Per questo motivo, lazione e la sensibilizzazione tramite manifestazioni devono rimanere due cose ben distinte senza mai coesistere.
Unaltra cosa molto importante è laccettazione delle manifestazioni da parte dellopinione pubblica.
Le manifestazioni di piazza delle varie campagne RBM, Chiudere Morini, ecc. hanno sempre coperto chi più o meno palesemente lasciava segno del proprio passaggio su muri, portoni o altro, di case private o luoghi pubblici.
Lobiettivo potrà essere sfigurato di ingiurie, ma è tutto quello che ci sta intorno che deve essere assolutamente rispettato, proprio per evidenziare una linea di demarcazione, un confine ed identificare lobiettivo, renderlo singolo.
Non permettere allobiettivo della campagna di trovare riparo nel vittimismo della gente,
indipendentemente dal fatto che i vicini o i compaesani lo meritino o meno. In due parole non si deve mai sentire minato lORDINE PUBBLICO.
Ordine pubblico! Sono due belle parole che possono scaricare responsabilità, coprire inganni e strumentalizzazioni.
Il movimento animalista dovrebbe essere un mago nel schivare queste imboscate, invece mostra tutta la sua vulnerabilità coinvolgendo il soggetto nella società attigua e di fatto permettendogli di avere più amici al termine di una manifestazione di quanti non ne avesse allinizio.
Le cose che scrivo non sono fantasie inattuabili, la storia ci insegna che è stato il primo passo che si è fatto per portare alla luce gli orrori dei lager nazisti.
Non solo le SS, ma anche i cittadini dei paesi dove cerano i lager
sapevano. Si è fatto finta di non capire al fine di relegare le coscienze delle atrocità allinterno del reticolato.
E ovvio che non è così, ma una battaglia si vince anche concedendo al nemico una via duscita e soprattutto colpendo in modo chirurgico gli obiettivi.
Quando il movimento animalista sarà in grado di scindere lazione dallinformazione, allora solo allora, sapremo di aver imboccato la strada giusta.
Bombadil