| 20/11/04
Quanta amarezza in chi come me sperava che il mondo avesse una nuova possibilità...
Le elezioni del presidente USA, la campagna elettorale repubblicana tutta costruita sulla scia di paura e di odio raziale lasciata dagli eventi del "9/11", la memoria delle povere vittime ancora strumentalizzata e calpestata, ed un fantomatico Bin Laden che, dopo mesi e mesi di silenzio, se ne esce fuori con nuove e terribili minacce contro il popolo americano proprio uno o due giorni prima del voto elettorale... così, quella parte dell'america più impaurita e tenuta volutamente ad un livello di cultura e cosapevolezza veramente basso (la maggioranza) ha deciso che c'era ancora bisogno dell'uomo forte.
Ma più che forte io direi folle, abituato a fregarsene della vita umana, con i reclutatori che vanno a pescare i poveracci ed i disoccupati nei ghetti e li indottrinano prospettando vantaggi economici, assistenza sanitaria e tutti i vantaggi di appartenere al grande esercito degli Stati Uniti d'America, come se avessero una scelta tra l'indigenza in patria e il rischio della vita in terra straniera.
I reclutatori sono bravi e sanno parlare... molti ragazzi vanno... e molti di loro tornano dentro un sacco di plastica.
Sono solo numeri di matricola... materiale sacrificabile come in una crudele partita a scacchi: le pedine si sacrificano!
Così, parlando di americani, le tante vittime di "ground 0" si sommano alle altrettante giovani vite troncate in Iraq.
Poi ci sono le vittime innocenti irachene, non tutti uomini con un fucile, ma moltissimi bambini, donne, animali morti sotto i bombardamenti o nei blitz brutali delle forze speciali americane.
In più oggi, alle soglie dell'anno 2005 abbiamo tutti a che fare con uno dei più lunghi e sanguinosi conflitti "mondiali", dall'epilogo assolutamente imprevedibile:
per questo dobbiamo ringraziare l'uomo "forte" G. W. Bush che si dovrà un giorno assumere piena responsabilità per tutte le vittime, la distruzione ed il dolore che questo assurda aggressione, la paternità della quale gli appartiene assolutamente, ha portato, porta e porterà nel mondo.
Non starò a parlare delle connivenze con la famiglia Laden, ne degli interessi personali della dinastia Bush in questo tipo di conflitto... Michael Moore lo ha fatto esurientemente, ma non credo che sia stato visto ed ascoltato da molti, anzi è stato accusato di essere antiamericano e comunista, ed è un uomo che ama veramente l'America.
Dirò solo che Saddam Hussein, armato e supportato dall'America ai tempi della guerra contro l'Iran, adesso è il capro espiatorio da sacrificare, ma Saddam dittatore lo è sempre stato, quindi che almeno non vengano a raccontarci che agiscono per portare democrazia al popolo Iracheno, democrazia che non esiste nemmeno in Arabia saudita, ma a nessuno gliene frega niente.
E intanto il caro G.W.B. si sta costruendo il suo oleodotto che attraversa l'Afghanistan e l'Iraq... alla faccia della democrazia e di tutti i morti che ha lasciato per strada.
Ma certo, questa non è una guerra per il petrolio, è solo l'altruismo esportatore di democrazia e lo spirito di protezione per il proprio paese di Mr. Bush (anche le fionde e le sassate possono alla fine essere considerate armi di distruzione di massa e chi ci dice che una sassata partita dall'Iraq non potrebbe colpire un bambino in america e ferirlo gravemente?).
Le vere armi le ha il governo americano, nelle mani di un uomo al quale personalmente non riterrei opportuno nemmeno affidare una scatola di fiammiferi, e non mi stupirebbe più di tanto alla fine rivivere una novella Hiroshima.
Ragioniamoci un po' sopra....
"Fatti non fummo per viver come bruti, ma per seguir virtute e conoscenza..."
Mauro Lanzi
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