| EDUCARE O PUNIRE ? Quante volte parlando con le persone che giungono in canile con lidea di adottare un cane, mi accorgo che i loro metodi di educazione dellanimale allambiente umano sono assolutamente sbagliati. Purtroppo molte persone sono portate a punire il cane per insegnargli ciò che è giusto e ciò che è sbagliato. Molte volte fanno fatica ad ammettere che picchierebbero il proprio cane, un po se ne vergognano, eppure non sanno come comportarsi di fronte a manifestazioni inopportune o comportamenti fastidiosi espressi dal cane. La motivazione che ci spinge subito a punire, è una naturale conseguenza dello specismo diffuso nella nostra cultura. Diventiamo adulti con la consapevolezza che la natura e tutti i suoi elementi, perciò cani, gatti, e tutti gli animali in genere solcano il pianeta per il nostro diletto. Tutti gli animali e i vegetali che possiamo trovare hanno una funzione ben precisa, una loro collocazione ben definita nella catena alimentare. Le leggi della natura regolano il numero delle nascite delle specie animali in base alla quantità di cibo disponibile. Quando ci dicono che nei nostri boschi ci sono troppi cinghiali è una bugia, ne sono nati sicuramente abbastanza in base alla quantità di cibo disponibile, ma noi non siamo disposti a dividerlo con loro. Anche gli insetti, spesso così poco considerati da noi, hanno un obbiettivo da perseguire durante la loro vita. Molti animali ci sono utili, perché cibandosi, ci liberano da specie che noi consideriamo fastidiose, come le zanzare, eppure continuiamo ad accanirci su di essi solo perché ai nostri occhi non appaiono particolarmente carini. Pipistrelli, ragni, bisce, lucertole, pur aiutandoci subiscono le nostre assurde persecuzioni, ricci e talpe, accusati di rovinare i nostri giardini in realtà partecipano attivamente alla vita dei nostri prati liberandoci da altri insetti e per così dire mescolando la terra per portare negli strati superficiali sostanze nutritive che diversamente rimarrebbero troppo in profondità. Tutto questo accanimento dipende dalla nostra cultura, quello che ci insegnano in famiglia, a scuola, quello che le religioni monoteiste hanno sempre dettato. Eppure se togliessimo tutti gli animali dal pianeta, ed immaginassimo di conservare refrigerate delle scorte alimentari animali ( per chi ancora si ciba di cadaveri), il nostro pianeta morirebbe, si affloscerebbe come un corpo vuoto. Ma se al contrario togliessimo dal pianeta solo la specie prescelta? Cosa succederebbe? Pensate veramente che qualche grillo smetterebbe di cantare dal dispiacere? Noi specie prescelta, disponiamo oggi di una intelligenza organizzativa, in grado di consentirci la vita in un ambiente organizzato e pieno di regole come quello che ci siamo creati. Ma se venissimo catapultati soli, senza attrezzature ed indumenti, nel cuore di una foresta pluviale, chi sarebbe la specie prescelta? Avere ben in mente il numero di telefono dellemergenza idraulica 24 su 24, non ci servirebbe a nulla. Sapere cosè un taxi, non potrebbe esserci di nessuna utilità. A quel punto dovremmo tendere le orecchie, aprire gli occhi, assorbire laria umida a pieni polmoni per cercare di scorgere eventuali pericoli, la paura non la voglia di shopping sarebbe la costante della nostra esistenza. La fantasia la nostra unica arma. Capire quello che ci sta intorno e rispondere con la fantasia è il modo per migliore per comunicare con la natura. Anche con il vostro cane. Picchiare il proprio cane? Perché insegnare la nostra violenza ad un predatore notturno che avrebbe ben più probabilità di salvarsi la pelle di noi, anche in una foresta pluviale? Prima di tutto dovrete sforzarvi di scendere dal gradino di specista dove avete trovato rifugio scappando dal mondo. Seguentemente dovreste attivare tutti i vostri sensi cercando di capire cosa vuole il vostro animale, quali sono le sue paure e le sue aspettative. Infine guidarlo al raggiungimento di queste aspettative come farebbe un capo branco guadagnando la sua fiducia e la sua stima. Solo allora possiamo chiedere qualche cosa al nostro cane, dopo avergli dimostrato che noi siamo dei leader attenti alle esigenze del branco, attenti ed autorevoli. Qualcuno confonde la parola autorevole con autoritaria. Attenzione io ho detto autorevole, ognuno si rapporta con gli atri secondo quello che la natura gli ha dato. Coloro che hanno cervello usano lautorevolezza, coloro con i quali la natura è stata un po bastarda fanno uso dellautoritarismo. Considero lecito ricorrere alle punizioni, ma in termini ben precisi. Una punizione è etologicamente corretta quando è: &Mac183; tempestiva, fulminea, quando potete intervenire allinizio dellatto indesiderato; &Mac183; traumatica, dove per traumatica non vuol dire spezzare ossa, ma usare il cervello e la fantasia, usare rumori e odori fastidiosi per il cane; &Mac183; non deve avere nessuna relazione con il proprietario, il quale deve sempre apparire come colui che salva il cane e lo guida fuori dai pericoli, non un orco da temere, che fra laltro conduce il proprio branco in ambienti pericolosi. Vi darò un esempio di una punizione corretta. Un cane manifestava sempre uno spiacevole comportamento, si avvicinava ad un vaso in giardino e scavava allinterno di esso. In realtà lo faceva per attirare lattenzione della proprietaria, quel vaso era il suo preferito e questo lo rendeva un ottimo bersaglio agli occhi del cane. La proprietaria aveva più volte sgridato e picchiato il cane ottenendo solo che questo manifestasse un comportamento di sottomissione tutte le volte che la vedeva. Agli occhi dei vicini la signora appariva una nazista e questo la infastidiva un po, il cane da lei riusciva ad ottenere lattenzione tanto cercata, anche se si trattava di botte. Un giorno decise di utilizzare il cervello e fare un balzo nella scala evolutiva che non tutti gli umani solo mentalmente in grado di fare. Decise di tenere da parte delle lattine vuote e di inserirci allinterno una o due monete da qualche centesimo di Euro. Prese dalla sua auto la rete elastica che utilizzava per separare il suo cane dallabitacolo, la dispose ben in alto, legandola alla struttura che consentiva un po di ombra al suo giardino. Sotto cera proprio il suo vaso preferito, nella rete vi inserì le lattine vuote, un filo collegava un capo della rete con la base del vaso. Questo inganno fu costruito naturalmente allinsaputa del cane, il quale era a spasso con la nipote. Al rientro del cane la signora si dispose sulla sua poltrona fecendo finta di leggere il giornale, non degnò di una sguardo il cane al fine di incentivare la manifestazione che andava cercando. In realtà tra le mani celava un prelibato pezzetto di formaggio. Il cane deluso del comportamento della proprietaria se la prese con il vaso delle begonie, appena il vaso si mosse, una fragore immenso dovuto allimpatto delle lattine con le beole del giardino accompagnò la fuga del cane in casa. La proprietaria lo accolse con le coccole tanto lesinate e un prelibatissimo premio. In questo caso oltre alla necessità di ristabilire un corretto rapporto di comunicazione tra cane e proprietaria si è fatto ricorso ad una punizione etologicamente corretta al fine di sradicare un comportamento indesiderato senza arrecare alcuna violenza al cane, ma al contrario avvicinarlo maggiormente ad una proprietaria finalmente assennata. Premiare i comportamenti corretti e non degnare di attenzione quelli scorretti, per quanto difficile rappresenta la tecnica che conduce a risultati migliori nel più breve tempo possibile. In natura gli animali sono portati ad esibire comportamenti che hanno in precedenza mostrato una certa positività e a fuggire quelli che, anche se non sono stati negativi, non hanno condotto a nessun vantaggio. Ricordatevi inoltre che per quanto un cane sia di carattere dominante, tenderà a guidare il branco solo ed esclusivamente in assenza di un capo più autorevole di lui. Tra gli animali non umani le scalate al potere non esistono con le motivazioni che intendiamo noi. Se il vostro cane vi domina vuol dire che si considera più maturo di voi. Fate della coerenza la vostra regola di interazione con lui, non sfidatelo mai, trovate sempre la via duscita per non imporvi fisicamente. Se sfidate il cane accettate la sua posizione, il vero dominante non arriva quasi mai a imporsi fisicamente, non guarda i sottoposti perché, come un faraone non vede i comuni mortali. Dimostrategli che non avete paura di lui, ma che siete in grado di condurlo dove anche lui potrà trarne vantaggio, dimostrategli che ogni vostro atto non è casuale, che conoscete sempre senza tentennamenti la strada da percorrere, siate pazienti nellimporvi, un capo stimato non sarà mai messo in discussione. Ricordiamoci sempre che nessun grillo smetterà mai di cantare per nessuno di noi. Gi |