| CINOFILIA NON SIGNIFICA ANIMALISMO La cinofilia non implica un amore per tutti gli animali. Per cinofilia consideriamo colui che ama o alleva cani, ma le associazioni che gestiscono i canili pubblici amano definirsi animaliste, non cinofile. Innanzi tutto per via di una legge che considera prioritario laffidamento di una struttura pubblica del genere ad associazioni animaliste. Purtroppo anche quando si parte con buoni propositi, davanti alle difficoltà e allindifferenza della gente si scende a compromessi con i volontari che si incontrano, magari poco animalisti ma sicuramente amanti dei cani, finendo per avere la parola animalista solo nel nome dellassociazione, ma in effetti, si fa della cinofilia. Non vi è nulla di cui vergognarsi in questo, bisognerebbe invece vergognarsi quando si pretende di fare dellanimalismo solo considerando i diritti degli animali da compagnia. Lo specismo è un sentimento che ha radici molto profonde, si annida anche in persone che si impegnano moltissimo per i cani, i gatti o cavalli, ma non considerano minimamente maiali, agnelli, vitelli. Forse che questultimi non meritino più dei cani o dei gatti? Cosa hanno in meno dei loro cugini? Siamo legati alle nostre tradizioni, alle nostre abitudini, dimenticando che il cervello che ci è stato dato non serve per riempirci il cranio, ma per fare delle scelte, prendere delle posizioni, dare voce alla nostra coscienza. Un tempo neanche tanto lontano le donne non avevano diritto di voto, hanno dovuto faticare molto per scardinare nullaltro che unarcaica mentalità, oggi non ci sembra neppure vero. Se vi dicessi che mi impegno per migliorare la vita dei bambini bianchi ma che non mi importa nulla dei neri. Se vi dicessi che sarebbe giusto testare i medicinali sugli ebrei in quanto specie inferiore. Se vi dicessi che gli zingari non avrebbero diritto di posare piede su questo pianeta mi considerereste un razzista? Ma che differenza cè tra un razzista e uno specista? Qualcuno potrebbe dirmi che siamo tutti figli di Dio, ma gli animali sono unaltra cosa. Se Dio ha detto di averci creato a propria immagine e somiglianza a cosa alludeva? Due braccia e due gambe? e chi nasce senza arti è meno figlio di Dio di altri? Forse alludeva ai due occhi, no, no aspettate ci sono, alludeva al fatto che comunichiamo se conto quante guerre hanno sconvolto il pianeta, direi che comunichiamo un po male. Ma cosa può essere? Che sia la sofferenza? Che sia la sofferenza quel sentimento, così importante nella Passione, che sia quello a differenziare lessere vivente dal minerale? Allora è la capacità di soffrire che accomuna tutti gli animali, che siano essi predatori o predati, dominanti o dominati, bianchi o neri, ebrei o slavi, piangono, urlano e sanguinano allo stesso modo. Cosa allora rende così diverso il cane dal maiale? Questultimo è diventato sinonimo di animale sporco e puzzolente, ma la realtà è che si rotola nei propri escrementi solo negli allevamenti intensivi dove non può fare altro, per abbassare la sua temperatura corporea. Avrete sicuramente visto i filmati della liberazioni dei prigionieri dai campi di concentramento nazisti. Gli ebrei non si toglievano pantaloni e biancheria per una fantomatica forma di protesta ma, per le scarse condizioni igieniche legate alla detenzione, erano soggetti a scariche di dissenteria. Oggi i nostri maiali non vivono in condizioni molto differenti. Nelle pozze dacqua della savana gli animali si abbeverano e urinano, si rinfrescano e si lavano. Utilizzano lurina come cloro per disinfettare lacqua e i loro corpi. Non perché sono degli sozzoni come solo uno specista stupido potrebbe pensare. Perciò qualcuno crede ancora di essere considerato animalista perché porta a spasso i cani di qualche canile, ma non accetta di evitare il consumo carne neanche per un solo giorno. Perché allora non chiamarsi cinofili? Di cosa si vergognano queste persone? Si celano dietro una cultura retrograda e miope, si considerano quello che non sono nel vano tentativo di sentirsi moderni, senza rendersi conto che prima di lottare per i cani, devono ancora vincere la loro personale battaglia con loro stessi. Ho assistito ad una votazione, in una associazione animalista che gestisce un canile, per trasformare lannuale festa, in una festa vegetariana. Ho visto i giovani votare positivamente, ho visto gli altri, i vinti, delusi in volto, quasi arrabbiati, ho visto qualcuno andarsene indignato perché avevano calpestato i suoi diritti, dicendo: Io ho il diritto di essere libero di fare quello che voglio, pretendo almeno qualche salamella La libertà è tale solo quando non lede la libertà altrui. Se per avere solo la possibilità di fare una scelta (scelta che magari non farà, sempre in nome della stessa libertà) un animale deve essere macellato, che razza di animalista è questo individuo? Li guardavo mentre pretendevano di avere ragione mostrando tutto il loro razzismo, anche nei confronti del genere umano, per avvalorare la loro tesi. Sembravano vecchi salmoni, ormai liberati dal colore rosso lucente, con il muso allungato nel ghigno della morte, mentre cercavano invano di risalire una corrente troppo forte per loro. Cercavano di spingersi avanti ma, ad ogni colpo di pinna cedevano alla corrente delle tradizioni e delle consuetudini mentre guardavano attoniti e senza capire, come le mani alzate dei giovani durante la votazione, trascinassero avanti anche i loro corpi, più forte della corrente che loro stessi non riuscivano a domare. Potevano solo guardare ma non capire, solo guardare la sfida che un tempo anche loro avrebbero potuto affrontare se solo ne avessero avuto il coraggio. Unassociazione animalista di nome lo è diventata anche di fatto. Ogni battaglia pretende il suo tributo di vittime, purtroppo si potrebbero perdere ottimi volontari che si impegnano in modo concreto e valido nella struttura e che oggi potrebbero non riconoscersi più ma, se la stupidità è dietro langolo, il prezzo è spesso più alto di quanto previsto. Purtroppo però bisogna rendere giustizia a quello che si è fatto e detto riconoscendo anche i comportamenti irresponsabili di certi animalisti altrettanto dannosi alla Causa, che non sanno controllarsi, esprimendosi sempre come se fossero in manifestazione! Il passo va fatto ma uniti e in modo intelligente, gli animalisti non sono stati chiamati a decidere per loro stessi ma hanno la responsabilità della struttura e del benessere dei cani. Onore al vinto che oggi crede e ragiona come credevano e ragionavano quegli stessi animalisti solo un paio di anni fa, ma che come allora si impegnano dando lanima per i cani, anche più e meglio di certi animalisti. Come ci insegna Screaming Wolf, gli animalisti devono imparare a confondersi tra gli individui, alla luce del sole bisogna perorare la Causa in modo intelligente, senza sembrare estremisti (per quanto anche Galileo Galilei fu accusato di eresia che al tempo era sinonimo di estremismo). La gente comune è più portata a ragionare se gli si fa credere di essere loro a scegliere. Col calare del buio è tutto un'altra cosa, ma il buio che li proteggerà di più sarà la fama di mediatori di fronte ad individui che loro non considerano recuperabili. Saranno il loro alibi, la loro protezione. Più tempo potranno agire più cose potranno fare! E sicuramente più bello indossare la divisa, sventolare la bandiera quando questa è portata con orgoglio, ma pensate di prendere parte ad una classica manifestazione, campagne RBM o simili, pensate di andarci in doppio petto scuro e scarpe lucide (naturalmente non di pelle). La gente che vi vedrebbe, la gente che non si aspetterrebbe di vedervi, quelli che sarebbero irrecuperabili, cosa penserebbero? hei, ma quelli sembrano gente per bene, magari lavorano in banca, io gli lascio pure i miei soldi hanno studiato hanno un buon lavoro ma se hanno da dire qualcosa loro forse interessa anche a me. Se non saranno identificabili, non potranno mai identificarli, la gente ha paura di ciò che non conosce, rispetta ciò che teme. Purtroppo non tutti gli animalisti sono così subdoli, e nonostante assistano allo sfruttamento di tanti animali credono ancora di combattere le battaglie con i tamburini al seguito, e gli aereoplanini belli colorati come il Barone Rosso. Così spesso tanto lavoro va in fumo, per colpa di coloro che nonostante tutto pensano di vivere una bella favola a lieto fine, la realtà è che il lieto fine non ci sarà mai, perciò quello che vogliono prendere devono rubarlo. E facile fare gli estremisti nelle associazioni che gestiscono i canili pubblici, perché anche se i volontari sono solo cinofili, la sensibilità è più alta della norma ma, è proprio qui che bisogna controllarsi e lavorare al fine di ottenere il maggior consenso possibile. Non è spaccando queste associazioni con atteggiamenti infantili e assurdi, che si diffonde la filosofia animalista. Così si mette in pericolo la gestione dei canili e la salute dei loro ospiti. Questo è inaccettabile. Nel mondo delle associazioni animaliste abbiamo esempi di grandi leader che sanno adattarsi alle situazioni senza mai perdere di vista lobbiettivo, a volte estremi con gli attivisti, a volte intelligenti e risoluti con Ambasciatori e Ministri, prendendo sempre il possibile, senza mai far pagare agli animali le loro posizioni. Di questi leader abbiamo estremo bisogno, ma i gregari devono stare al loro posto. Mi pesa dirlo ma quel tipo di animalista solo da manifestazione, non è utile a quelle associazioni che si occupano prima di animali e poi di filosofia animalista. Gi |