| In provincia di Como, si è svolta una conferenza sull'utilizzo di cani come supporto per disabili motori. Qualche giorno prima della conferenza, un ente morale molto conosciuto a livello nazionale, che dice di aver a cuore la salute degli animali, in via ufficiosa e per voce di un suo dirigente, chiese agli organizzatori dell'evento se non fosse in discussione il rispetto degli animali stessi? Ci potremmo anche fare un paio di risate di fronte a dirigenti che non hanno il coraggio di parlare in forma ufficiale. Potremmo ridere anche del fatto che gli stessi dirigenti appoggiavano poco tempo prima, la politica delle taglie da far west per sconfiggere gli attivisti alf. Potremmo anche sbellicarci dalle risate se considerassimo la loro totale ignoranza di fronte alle moderne tecniche di addestramento. Potremmo fare tutto ciò se non considerassimo che questi inutili e presuntuosi umani pretendono di fare gli interessi degli animali. Molto meglio pensare che un cane faccia la vita da cane, o meglio faccia la vita del cane che la nostra moderna e modesta cultura cinofila si aspetta: che rimanga in un angolo del nostro giardino, ci avvisi al sopraggiungere di qualcuno, attenda le nostre coccole e soprattutto non scavi troppe buche. Questa si che è una bella vita per un cane (magari la maggior parte di essi facesse questa vita). Non esiste in natura alcun mammifero che all'interno della propria specie proponga soggetti così differenti per caratteristiche genotipiche come il cane. La selezione dell'uomo è intervenuta creando comportamenti, attitudini e apetti esteriori (fenotipici) molto differenti da razza a razza. Ma tutto ciò perchè? Perchè il cane è nato come soggetto da lavoro, da utilità. Anche i cani da compagnia degli Zar, considerati segno di dominio e di tirannia e per questo oggetto di tremende ed assurde persecuzioni dopo la Rivoluzione d'Ottobre, in realtà erano cani, i Borzoi, nati e allevati secondo criteri prettamente utilitaristici. Perchè dunque considerare il cane da supporto per disabii motori una povera bestiola che non vivrà mai un'esistenza felice? Vediamo di fare chiarezza su quello che si intende per cane da supporto a disabili: oggi quando giriamo con il nostro cane siamo costretti a districarci tra divieti, come i disabili fanno gincane fra barriere architettoniche, bloccati da scritte come: NOI QUI NON POSSIAMO ENTRARE, e tante altre fesserie, fra gente spaventata e scandalizzata quando si chiede di entrare in un ristorante con il proprio cane al seguito. Questa è IGNORANZA, NON CULTURA, tipica di una classica visione antropocentrica. Il cane da supporto a un disabile motorio è innanzi tutto un cane che vive a stretto contatto con il proprietario, il diversamente abile appunto, che sarà anche colui che addestrerà il cane sotto la supervisione di un istruttore specificatamente preparato. Un cane che segue il suo compagno in carrozzella ovunque, meglio un retriver o comunque un cane che abbia una particolare passione per riportare oggetti. Certo perchè quello che è un gioco con la pallina, diventa per il cane in questione una divertente professione. Riportare telecomandi, chiavi, telefoni e cellulari, giornali e lettere, accendere e spegnere le luci, consegnare portafogli e carte di credito dopo gli acquisti, aiutare a svestirsi, chiede aiuto in caso di necessità, essere compagno ed amico, tutte queste azioni le considerate lesive della dignità dell'animale? Ma oggi a chi questo cane consegnerà la carta di credito del suo proprietario se non è neppure permesso ai cani di avvicinarsi ai supermercati. Negli Stati Uniti, tanto per dire un paese che è sempre più di moda nella nostra Italia, i cani possono accedere all'interno dei supermercati supportando il disabile nella spesa quotidiana. Noi prima lo eleviamo a divinità per rinchiuderlo poi in un canile (quando va bene) allorchè siamo stanchi della sua monotona esistenza. Comunque per rispondere agli scettici: il cane viene preparato e addestrato attraverso il clicker training, metodo con cui si premiano solo i comportamenti positivi, manifestando passività nei confronti dei comportamenti non richiesti. Si avete capito bene, nessun collare a punte, nessun collare elettrico, quelli che ultimamente spopolano nei negozietti di attrezzature per animali. I signori dirigenti del maggior ente che si occupa della protezione degli animali in Italia, non accennano neppure a dar battaglia a produttori e venditori di congegni d'addestramento basati sulla punizione, ma perdono tempo a mettere in guardia veri animalisti sugli effetti che può avere per un animale vivere preparato a stretto contatto con un disabile...che vergogna! La vergogna prosegue quando si considera che la conferenza in questione non è stata neppure presa in considerazione dalle associazioni che rappresentano i disabili e i genitori di questi. Certo perché quando a farsi promotori di un ruolo sociale importante sono associazioni animaliste, queste vengono snobbate e considerate un volontariato di serie C. Quando la stessa organizzazione di volontariato quasi un anno fa, promosse una conferenza su come il consumo di carne nei paesi ricchi procuri fame e povertà nei paesi più poveri del terzo mondo, anche in quel caso le associazioni che si occupano di aiuti ai paesi disagiati, hanno disertato la conferenza. Quando sul magasine di Lifegate viene trattato largomento è cultura ambientalista, è sensibilità moderna. Ben venga Lifegate, noi comunque continueremo a lottare contro lignoranza e lindifferenza di tutti gli stolti perché sappiamo che alla fine la vittoria sarà nostra siempre. Bombadil |