23/8/2008 - RICERCA
I cani sono animali "etici", odiano le ineguaglianze
VIENNA
Non solo il "migliore amico delluomo", pronto a correre se si tira losso o a scodinzolare se gli si fa una carezza. Il cane è un animale eticò, con una sua morale e una profonda avversione per ingiustizia e disuguaglianza. Un aspetto non innato, ma sviluppato nei secoli a forza di vivere gomito a gomito con gli amici umani. È la conclusione a cui è giunto uno studio dellUniversità di Vienna, partendo da una constatazione apparentemente banale: quasi mai due cani che giocano, anche violentemente, sfociano poi nella lotta vera e propria, come listinto suggerirebbe loro.
Evidentemente, hanno pensato gli scienziati, scatta una sorta di fair play, simile a quello di due pugili che dopo essersele date di santa ragione si stringono la mano. Ma lo studio è andato oltre: ad alcuni cani è stata fatta sollevare la zampa, premiandoli poi con buon cibo. Quelli che invece non ricevevano da mangiare, tenevano la zampa alzata un pò meno, massimo 30 minuti. Ma quando sono stati testati due cani insieme, premiandone solo uno con il cibo, laltro cane ha smesso quasi subito di stare al gioco. La conclusione, secondo il prof. Friederike Range, dellUniversità di Vienna, che ha condotto lo studio, è che «i cani mostrano una forte avversione per lineguaglianza. Non mi spingerei fino a chiamarlo senso di giustizia, ma in effetti sembrerebbe proprio così».
Se il cane a digiuno, insomma, non ha alzato la zampa, non è perchè non gli andava istintivamente, ma perchè ha constatato la palese ingiustizia a favore del "collega" premiato, e si è rifiutato di proseguire. Su questi temi si sono riuniti oltre 200 esperti al primo Canine Science Forum di Budapest, che hanno confermato che il cane è una razza in evoluzione, rispetto ai lupi grigi di appena 10.000 anni fa, prima delladdomesticamento. E sono in grado ormai, a livelli elementari, di comunicare con noi. Il dottor Akiko Takaoka della Kyoto University ha studiato le reazioni della croteccia cerebrale di un cane quando sente una voce umana. A una serie di registrazioni di voci sconosciute - uomini e donne - è stata abbinata una fotografia di un volto umano su uno schermo. Se il sesso della persone ritratta non corrispondeva a quello della voce, i cani erano più a disagio, e fissavano più a lungo le foto per cercare di capire cosa non andasse.
«Questo suggerisce - sostiene Takaoka - che i cani creano nella loro mente la rappresentazione visiva di un maschio o femmina, correlandola con la voce». Ma non riconoscono solo il sesso: i cani sanno leggere nel tono di voce degli umani sensazioni, stati danimo e ordini, e si comportano di conseguenza, modulando anche i loro stessi versi in base alla situazione. Un vero e proprio «dialogo», dunque. Attenzione a deluderli, però: gli esperti sottolineano che la delusione per aver violato la «morale» di Fido potrebbe inimicarcelo per sempre.
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