Agosto 2008: Sessantasei sparizioni negli ultimi tre giorni a Torino
Di GIULIA VOLA

TORINO
Il pelo nero li ha condannati; dalla loro hanno ancora le sette vite. Questo si augurano i padroni dei 66 gatti color carbone che nelle ultime 72 ore sono spariti dalle case e dai cortili di Torino. E se Alice nel Pese delle Meraviglie chiedeva allo «stregatto» dove andare, loro, al contrario hanno intasato l’indirizzo email dell’Associazione Italiana Difesa Animali e Ambiente, sperando che qualcuno gli indichi la porta giusta da aprire.

«Potrebbero essere stati rapiti per superstizione o da una setta per riti esoterici o sacrificali in una località vicina a Torino» suppone l’Associazione che ha lanciato l’allarme. Ma potrebbero anche essere finiti nelle mani della Crudelia del caso a corto di «pellicce». O ancora, qualcuno potrebbe averli «cucinati in pentola o avvelenati per motivi futili». Nessuna pista è esclusa. E Torino non è la prima città delle strane scomparse: «Mesi fa era toccato a Parma, quest’estate a Milano, dove ne sono spariti 120. Anche a Falconara e a Pisa ci sono stati casi simili» dichiara Lorenzo Croce, presidente dell’Associazione.

Sarà. Certo è che siamo nel 2008 ma l’allarme riporta il calendario indietro di alcuni millenni. I gatti neri andavano a genio solo agli egizi che li veneravano come guardiani del regno di Iside. Nel Medioevo cristiano sono diventati i migliori amici delle streghe e con loro sono finiti sul rogo. Nelle città portuali sono sempre stati il biglietto da visita dei pirati: incrociarli per strada non era un gran colpo per nessuno. Da lì deriva la nefasta superstizione che portino scarogna.

Insomma, propiziatori o meno, i gatti neri hanno sempre attirato l’attenzione. E la solfa continua ancora oggi: «Ogni anno, in Italia scompaiono 40 mila gatti neri - spiega Croce - Per questo, l’anno scorso, è stato istituito “il gatto nero day”, il 17 novembre». E considerando che il 66 è anche un numero caro alla magia nera, c’è poco da scherzare. Le segnalazioni torinesi che sono piovute negli uffici milanesi dell’Associazione sono firmate e dettagliate, con tanto di ipotesi sui rapimenti: «Abito in un palazzo nella periferia ovest e volevo segnalare la scomparsa dei miei 4 micini neri e della mamma - scrive Isabella -. Facevano parte di una colonia di 11 gatti». E azzarda: «Qui dicono di aver visto due donne che portavano i croccantini e che avvicinavano la gatta. Secondo voi devo fare denuncia?». Anche Mariangela si chiede la stessa cosa: «Abito in corso Unità d’Italia, da due giorni non trovo più la mia gatta nera Lily di quattro anni, molto bella. È sterilizzata e non si muove mai di casa. Ha un collarino giallo. Mia figlia Alessandra è disperata: la micia è la sua migliore amica. Mi hanno detto che in questa zona sono spariti altri 6 gatti neri. La mia vicina ha notato una macchina Fiat di colore verde che ha sostato nella zona per alcuni giorni con a bordo due giovani donne che davano da mangiare ai gatti e chiedevano dove potevano trovare altri felini neri». Più chiaro di così.

Mappa della città alla mano, i gatti si sono dileguati in tre zone precise: 12 intorno al cimitero monumentale, in particolare in via Poliziano, via Ravina e via Bologna; altri 21 dal dedalo compreso tra via Nizza e corso Unità d’Italia; altri 10 da piazzale De Amicis. Le altre arrivano da punti sparsi in Torino.

Ai 66 padroni, per ora senza dubbio sfigati, non resta che sperare che le sette vite dei loro gatti neri non siano solo una leggenda.